Kasbah Mazara del ValloAgli inizi del IX secolo, le azioni piratesche musulmane si trasformarono in un vero e proprio attacco per la conquista della Sicilia. Fu nel corso di un’assemblea tenutasi a Kairouan , la città sacra islamica del Nord-Africa, che venne decisa l’occupazione dell’Isola , affidandone l’impresa al “cadì” ( giudice-magistrato) Ased Ibn Forat. Questi, al comando di una flotta di 100 navi e di un esercito di circa 10.000 fanti e 700 cavalieri, il 16 giugno dell’anno 827 sbarcò a Mazara per muovere alla conquista della Sicilia. Un mese dopo, il 15 luglio, avvenne il primo e decisivo scontro nella campagna mazarese con un grosso esercito bizantino, che, sconfitto, si ritirò verso il centro dell’isola.

Conquistata Mazara, che divenne così testa di ponte per i collegamenti con l’Africa, la guerra contro i Bizantini continuò con alterne vicende per tutto il secolo fin quando, nel 902, con la caduta di Taormina, tutta la Sicilia si trovò sottomessa ai Musulmani.

La dominazione musulmana è concordemente considerata dagli storici come un periodo di rinascita per la Sicilia dopo il triste dominio bizantino, caratterizzato dal latifondismo, dal ristagno economico e dall’inerzia amministrativa associata ad un esoso fiscalismo.

Rifiorì anzitutto l’agricoltura, favorita dal frazionamento delle terre in piccoli e medi appezzamenti e dalla messa a coltura di fondi prima abbandonati, nonché dall’introduzione di opere e sistemi di irrigazioni nuovi. Nuove colture vennero introdotte, quali quelle del nespolo, del cotone, dell’arancio, del carrubo, della palma, del pistacchio, del cedro. Rifiorirono anche le attività artigianali ed industriali, come quella della seta e il commercio si intensificò ovunque. La Sicilia, grazie alla sua posizione geografica, divenne come il crocevia delle varie correnti di traffico che si intrecciavano nel Mediterraneo.

Anche Mazara risentì, ovviamente, e partecipò di questa rinascita. Le sue campagne rifiorirono di campi coltivati, di giardini, di seminati e si popolarono di casali e di villaggi ( Mizel-Bizir, Mizel-Husaym, Miselarmet, Gazela, Bucaria, Rahasal ) , prosperi di aziende agricole dove si praticavano coltivazioni intensive. I commerci tornarono a svilupparsi ed il porto riacquistò la sua antica importanza. 

Quella fioritura di commerci che l’Edrisi constatava nella Mazara normanna era certamente iniziata già nell’epoca musulmana: “…da tutte le parti-scriveva il geografo arabo-vengono mercanti e viaggiatori a Mazara e ne esportano la roba che abbonda nei suoi mercati”.

Il fervore di attività economiche comportò ben presto anche una crescita demografica: pare che tra il X e l’XI secolo Mazara abbia raggiunto una popolazione di circa 30.000 abitanti, una cifra davvero ragguardevole per quell’epoca. E la crescita della popolazione portò con sé un notevole sviluppo urbanistico: anzi, fu proprio in quest’epoca che Mazara assunse le dimensioni di una città fortificata.

Purtroppo non sono rimaste tracce dell’architettura del periodo musulmano, ma, stando alle testimonianze letterarie, Mazara venne dotata di “mura alte e spesse” ( Edrisi ) di una fortezza che sorgeva nello stesso sito dove poi i Normanni edificheranno un castello, di una torre quadrata eretta su una altura poco distante dalla città, dove poi in epoca normanna sarà edificata la chiesa di Santa Maria delle Giummare, e di un’altra grande fortezza che sorgeva nel cuore della città, di cui l’umanista mazarese Gian Giacomo Adria, ancora nel XVI secolo, attestava di aver visto le rovine.

Assieme alle opere di fortificazione, sorsero certamente anche delle moschee, di cui una, secondo la tradizione, nello stesso luogo dove poi sarà eretta la chiesa di San Nicola, e un’altra ( la Moschea Grande ) in prossimità o nello stesso sito della Cattedrale normanna, se diversi cronisti mazaresi attestano concordemente di un minareto che per parecchio tempo funse da campanile della Cattedrale.

Tutte queste costruzioni si armonizzavano in una struttura urbanistica che realizzava un modello insediativo tipico della cultura islamica, caratterizzato da un intricato tessuto viario ramificantesi in cortili e vicoli ciechi, ancora oggi riscontrabile, nonostante le trasformazioni avvenute, in alcune parti del centro storico.

La crescita demografica e lo sviluppo urbanistico, unitamente alla sua funzione strategica di testa di ponte per i collegamenti con l’Africa, fecero di Mazara la più importante città della Sicilia occidentale, insignita anche del ruolo amministrativo di capoluogo del Vallo ( distretto ) che da essa prese il nome e che abbracciava tutta la Sicilia occidentale.

Anche la vita culturale fu florida nella Mazara musulmana. Qui nacque ed operò il letterato Abu Alì Assam, qui si trasferì da Mahdyah il poeta Ibn Rasiq, qui nacquero soprattutto il teologo e giuriste insigne Abu Abd Allah ed il celebre giureconsulto Imam El Mazari, autore, tra le altre opere, di un “Compendio di diritto malakita”.

Nei primi decenni del secono XI l’unità musulmana in Sicilia cominciava a sgretolarsi per i contrasti che opponevano i due gruppi etnici che avevano conquistato l’Isola: gli Arabi ed i Berberi. Conseguenza di questi contrasti furono lo smembramento della Sicilia in vari principati ( Mazara allora cadde sotto la signoria di Ibn Mankud ) e l’inevitabile indebolimento politico dell’Isola, di cui non tarderanno ad approfittare i Normanni.

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