Miragliano“Mazara, come comunità vivente di vita propria – sostiene il Napoli – è città medievale, i cui primordi vanno ricercati in quel periodo di tempo che va dal declinare del mondo romano al sorgere della civiltà araba, quando cioè Selinunte, decadendo sempre più, diventa un cumulo di rovine” (F. Napoli, “Storia della città di Mazara”, Forni Ed., p. 14)

Se in questo periodo è da collocare l’origine della città, la foce del Mazaro fu tuttavia centro di vita e di attività anche molti secoli prima. Rinvenimenti occasionali e campagne di scavo recentemente effettuate, infatti, hanno portato alla luce insediamenti dell’età del bronzo in due contrade del territorio mazarese.

Pur mancando un’adeguata documentazione archeologica, si può supporre che qualche insediamento umano si sia sviluppato già in epoca preistorica anche nelle grotte di Miragliano. Secondo lo storico greco Tucidide, poi, una fattoria commerciale fondarono i Fenici alla foce del fiume. Ma fu soprattutto con la fondazione della colonia greca di Selinunte (seconda metà del VII secolo a.C.) che il Mazaro acquistò grande importanza. Esso, infatti, per un buon tratto segnava il confine fra lo stato seluntino ed il territorio controllato da Mozia prima e da Lilibeo (l’odierna Marsala) poi, e la sua foce divenne un porto dove Selinunte armava la sua flotta. A difesa di questo porto naturale, i Selinuntini costruirono una fortezza che costituiva l’estremo baluardo difensivo contro le popolazioni che occupavano il lembo occidentale della Sicilia. Il territorio di Mazara, dunque, faceva parte della polis, della città-stato di Selinunte. Il contrasto d’interessi fra le colonie greche di Sicilia ( di cui Selinunte era la più occidentale ) e le colonie fenicio-puniche ( Mozia, Panormo e Solunto ) ed i centri loro alleati ( Erice e Segesta ), fu causa di ripetute guerre nel VI e V secolo a.C. , finchè nel 409 i Cartaginesi , chiamati in soccorso dai Segestani, conquistata la fortezza sul Mazaro, mossero alla distruzione di Selinunte, che venne data alle fiamme.

Abbattuta Selinunte, il suo territorio conobbe ora il dominio di Cartagine ora quello di Siracusa, finchè la Sicilia non venne conquistata, nella prima guerra punica, dai Romani. L’importanza politico-amministrativa che i Romani diedero alla vicina Lilibeo lasciò un po’ in ombra il porto sul Mazaro; anche se non è del tutto da escludere l’ipotesi di una romanità di Mazara, tuttavia, secondo alcuni studiosi, sono da considerare come provenienti da Lilibeo alcuni reperti di epoca romana venuti alla luce.

Negli ultimi secoli dell’età imperiale ( fine III-IV secolo ) si diffuse anche nella valle del Mazaro il Cristianesimo, come attestano un ipogeo, scoperto nel secolo scorso, e tracce di catacombe rinvenute in una grotta di Miragliano, detta di San Bartolomeo.

Passata l’invasione barbarica dei Vandali e dei Goti ed entrata la Sicilia a far parte dell’ impero bizantino, tornavano lentamente a rifiorire la vita e le attività lungo la valle del Mazaro (all’epoca bizantina risalgono alcuni monili e numerose monete d’oro rinvenuti in una zona orientale del territorio mazarese ), anche se ripetute scorrerie di pirati musulmani nel VII-VIII secolo seminavano il terrore soprattutto lungo la costa.

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