Più che mai vivo è il poverello Santo d’Assissi nella sua Chiesa, devastata e abbandonata, causa i gravi danni provocati dal sisma del 1968. Echi di passi silenziosi e di preci soffocate si levano dagli archi antichi e dalle volte nude che conobbero già altri splendori.

Per la soppressione degli ordini religiosi del 1966, il convento fu adibito a caserma, e in seguito evacuato. Strano destino di un luogo sacro dove la regola era il silenzio, e dal 1216 il solo clamore che si alzava al cielo era il canto liturgico dei fraticelli scalzi al Dio delle creature. Ora il bel chiostro è invaso dalla vegetazione e la povertà regna incontrastata, ma ancora «frate sole» e «sora aqua» vengono a scaldare ed irrorare le vecchie mura ubbidendo, dalla notte dei tempi, all’eterna legge dell’ubbidienza al Signore.


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